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Specialty Care

Proponiamo trattamenti per condizioni diffuse a livello globale o con opzioni terapeutiche limitate, contribuendo così a migliorare la qualità della vita delle persone.
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Portiamo avanti attività di ricerca mirate a sviluppare soluzioni innovative ed efficaci per migliorare la salute delle donne e la qualità della loro vita.

Dopo la menopausa, fino al 57% delle donne manifesta sintomi di atrofia vaginale.1
L’atrofia vaginale consiste nell’assottigliamento dell’epitelio vaginale e la diminuzione delle secrezioni cervicali correlate ai cambiamenti nei livelli di estrogeni. Con la diminuzione delle secrezioni cervicali, le pareti vaginali non si lubrificano a sufficienza, causando la cosiddetta secchezza vaginale. La secchezza vaginale può verificarsi a qualsiasi età per varie cause, ma è principalmente associata alla menopausa per il calo dei livelli di estrogeni. La secchezza vaginale è accompagnata da altri sintomi di atrofia vaginale tra cui bruciore, irritazione, dispareunia, sanguinamento post-coitale, sanguinamento vaginale, disuria e aumento del rischio di infezioni vaginali ricorrenti e infezioni del tratto urinario. Il trattamento richiede una diagnosi corretta e comprende terapie ormonali e non ormonali.1

1Bleibel B, Nguyen H. Vaginal Atrophy. StatPearls 2021

Si stima che il pH vulvare sia compreso tra i valori del pH della pelle (stimato al 4,7) e del pH vaginale (in media del 3,5).1
La vulva è la prima linea di difesa per proteggere il tratto genitale dalle infezioni. Spesso vari elementi contaminanti si accumulano nelle pieghe vulvari e l’aumento dell’umidità, la sudorazione, le mestruazioni e le fluttuazioni ormonali influenzano la crescita microbica vulvare e l’equilibrio delle specie batterica, con conseguente odore e infezione vulvovaginale. La pelle genitale è unica in quanto ricoperta da un sottile strato corneo contenente grandi follicoli piliferi, che facilitano la permeazione della pelle da parte di microbi e altre sostanze. Un’altra caratteristica della pelle vulvare è il pH leggermente più acido rispetto al resto del corpo. Per questi motivi è consigliabile prendersi cura della pelle vulvare utilizzando prodotti per l’igiene intima appositamente formulati e testati per questo scopo.1

1 Chen Y. et al. (2017) ‘Role of female intimate hygiene in vulvovaginal health: Global hygiene practices and product usage’, Women’s Health

L’endometriosi colpisce oltre 170 milioni di donne al mondo, interessando circa il 10% delle donne in età riproduttiva. È particolarmente comune tra le donne che soffrono di mestruazioni dolorose (dismenorrea), difficoltà nel concepire (subfertilità) o dolore pelvico cronico.
Si tratta di una condizione infiammatoria, spesso cronica e progressiva, caratterizzata dalla crescita di tessuti simili all’endometrio al di fuori dell’utero, che possono formare lesioni in diverse aree, come le ovaie, l’intestino, la vescica e, in rari casi, anche i polmoni o il diaframma.
I sintomi, prevalentemente legati all’infiammazione, variano in intensità, ma comprendono spesso dolore durante le mestruazioni, i rapporti sessuali, la minzione e la defecazione, oltre a un fastidio pelvico costante.

Della Corte, Luigi et al. “The Burden of Endometriosis on Women’s Lifespan: A Narrative Overview on Quality of Life and Psychosocial Wellbeing.” International journal of environmental research and public health vol. 17,13 4883. 29 Jun. 2020.
doi:10.3390/ijerph17134883

Molte infezioni dell’apparato riproduttivo femminile si trasmettono tramite rapporti sessuali, mentre altre sono causate da una proliferazione eccessiva di batteri o lieviti che normalmente abitano l’ambiente vaginale.1
Il Trichomonas vaginalis è un parassita che infetta principalmente le cellule squamose che rivestono il tratto genitale. È considerato una delle malattie sessualmente trasmissibili non virali più comuni al mondo. Colpisce principalmente il tratto genitale inferiore nelle donne, mentre negli uomini interessa l’uretra e la prostata, con la trasmissione sessuale come principale modalità di contagio. I sintomi più frequenti, quando presenti, includono infiammazione vaginale, dolore durante i rapporti sessuali, difficoltà nella minzione, e secrezioni vaginali abbondanti, maleodoranti e di colore giallo-verdastro, accompagnate da prurito genitale.2

1Biggs, W. S., & Williams, R. M. (2009). Common Gynecologic Infections. Primary Care: Clinics in Office Practice, 36(1), 33–51. doi:10.1016/j.pop.2008.10.002
2Kissinger, Patricia J. et al. Diagnosis and Management of Trichomonas vaginalis: Summary of Evidence Reviewed for the 2021 Centers for Disease Control and Prevention Sexually Transmitted Infections Treatment Guidelines. Clinical Infectious Diseases, 73(Supplement_1), 2021: S121–S127. doi:10.1093/cid/ciab563

SECCHEZZA VAGINALE
Riguarda il 57% delle donne in postmenopausa
IGIENE INTIMA
È la prima linea di difesa contro le infezioni
ENDOMETRIOSI
Interessa oltre 170 milioni di donne nel mondo

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Alla ricerca di soluzioni per le condizioni e le patologie del sistema nervoso.

I disturbi neurologici interessano fino a un miliardo di persone in tutto il mondo.1
Quelli di natura neuroendocrina sono spesso associati a vari sintomi comportamentali, tra cui affaticamento, debolezza, umore depresso, perdita di motivazione, calo delle performance lavorative o sportive, ridotta vitalità, aumento di ansia e irritabilità, insonnia, difficoltà di concentrazione e problemi di memoria.2
Le alterazioni nel metabolismo dei neuroni e dei neurotrasmettitori sono strettamente legate allo sviluppo di depressione e disturbi legati allo stress. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la depressione è attualmente la quarta causa di disabilità nel mondo e si prevede diventerà la prima entro il 2030.3 Le tecnologie più avanzate hanno evidenziato l’importanza fondamentale dei fosfolipidi di membrana nel mantenere una corretta funzione neuronale nel cervello adulto, e come la loro efficacia tenda a diminuire con l’invecchiamento.2

1https://www.who.int/news/item/27-02-2007-neurological-disorders-affect-millions-globally-who-report
2Biggio 2020
3Biggio 2018

Circa il 2,4% della popolazione è affetto da neuropatia periferica, con una prevalenza che sale all’8% tra gli anziani.1
Questa condizione coinvolge le cellule e le fibre del sistema nervoso periferico e può essere secondaria a numerose patologie. I sintomi più comuni includono intorpidimento, formicolio (parestesie), dolore, debolezza muscolare e perdita dei riflessi tendinei profondi.
Le neuropatie periferiche possono manifestarsi gradualmente nell’arco di mesi o anni, ma in alcuni casi si sviluppano rapidamente con andamento progressivo. Poiché possono coinvolgere fibre motorie, sensoriali e autonomiche, presentano un’ampia variabilità in termini di gravità e sintomi clinici.

1Neuropathy, C Hammi, Yeung. StatPearls Publishing; 2023 Jan.

I problemi del sonno rappresentano un’epidemia globale che colpisce fino al 45% della popolazione mondiale.
Trascorriamo un terzo della nostra vita dormendo. Il sonno è un bisogno umano fondamentale, con un’importanza vitale per la salute e il benessere generale. Possono causare disturbi del sonno fattori ambientali, fisiologici e psicologici in qualsiasi fase della vita, dall’infanzia alla vecchiaia. I disturbi del sonno influiscono negativamente sulla salute fisica e mentale, nonché sulla vita familiare, sulle relazioni sociali e sulle prestazioni lavorative. La mancanza di sonno o la scarsa qualità del sonno influiscono sull’intera giornata successiva, rendendo i disturbi del sonno un problema h24. Gli effetti a lungo termine vanno dall’obesità ai problemi cardiovascolari, dall’indebolimento del sistema immunitario fino a persino alcuni tipi di cancro. È stato dimostrato che il sonno è legato anche a varie condizioni di salute mentale, diventando una componente importante nel trattamento dei disturbi psichiatrici. Migliorare il sonno ha un impatto benefico importante sulla salute mentale e fisica e sulla qualità della vita.

FONTI: worldsleepday.org e Sleep Foundation

DISTURBI NEUROLOGICI
Interessano fino a 1 miliardo di persone nel mondo
NEUROPATIA PERIFERICA
Colpisce il 2,4% della popolazione generale
DISTURBI DEL SONNO
45% della popolazione mondiale

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Offriamo soluzioni efficaci e sicure per il trattamento di malattie infiammatorie, sia acute che croniche.

Le malattie infiammatorie croniche rappresentano la principale causa di mortalità a livello globale.1
L’infiammazione è una risposta naturale del sistema immunitario che consente all’organismo di riconoscere e neutralizzare agenti nocivi, avviando al contempo i processi di riparazione dei tessuti. Può manifestarsi in forma acuta o cronica. L’infiammazione acuta si presenta in modo rapido, spesso in seguito a traumi, infezioni o esposizione a sostanze dannose. Si intensifica in breve tempo e i sintomi possono persistere per alcuni giorni.
L’infiammazione cronica, invece, è un processo lento e prolungato, che può durare mesi o anni. Generalmente, l’intensità e gli effetti variano in base alla causa iniziale del danno e alla capacità dell’organismo di ripararlo e ripristinare l’equilibrio.1

1Pahwa R, Goyal A, Jialal I. Chronic Inflammation. [Updated 2023 Aug 7]. In: StatPearls [Internet]

MALATTIE AUTOIMMUNI1
Prevalenza stimata da meno di 5 a 500 casi ogni 100.000 abitanti
ARTRITE2
Circa 595 milioni di persone nel mondo soffrivano di osteoartrite
DISMENORREA3
Influisce negativamente sulla qualità della vita (colpendo tra il 16% e il 29% delle donne)

1G. Cooper, B. Stroehla: The epidemiology of autoimmune diseases; Autoimmun Rev , 2003; 2(3):119-25
2GBD 2021 Osteoarthritis Collaborators,Global, regional, and national burden of osteoarthritis, 1990–2020 and projections to 2050: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2021,The Lancet
3Nagy H, Carlson K, Khan MAB. Dysmenorrhea. [Updated 2023 Nov 12]. In: StatPearls [Internet]

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Le malattie cardiovascolari (CVD) sono la prima causa di morte a livello globale.

Le malattie cardiovascolari (CVD) sono un gruppo di disturbi del cuore e dei vasi sanguigni.
Di solito sono associate a un accumulo di depositi di grasso all’interno delle arterie (aterosclerosi) e a un aumentato rischio di coaguli di sangue. Gli organi più colpiti sono il cervello, il cuore, i reni, gli occhi, nonché gli arti superiori e inferiori. Le complicanze più gravi delle malattie cardiovascolari sono infarti e ictus causati principalmente da un blocco che impedisce al sangue di fluire al cuore o al cervello. La maggior parte delle malattie cardiovascolari si può prevenire correggendo fattori di rischio comportamentali come il consumo di tabacco, un’alimentazione scorretta e l’obesità, l’inattività fisica e il consumo eccessivo di alcol. È importante diagnosticare le malattie cardiovascolari il prima possibile in modo da avviarne subito la gestione attraverso cambiamenti nello stile di vita e adeguate terapie farmacologiche.

Fonte: Cardiovascular diseases (CVDs), Fact Sheets, WHO, 2021

1/3 delle cardiopatie ischemiche è attribuibile al colesterolo alto1
I lipidi, come il colesterolo o i trigliceridi, vengono assorbiti dall’intestino e vengono trasportati in tutto il corpo attraverso le lipoproteine per l’accumulo di energia o la produzione di altre sostanze come gli ormoni. I principali responsabili di questi processi sono il colesterolo, il colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C), i trigliceridi e la lipoproteina ad alta densità (HDL). Lo squilibrio di uno di questi fattori può portare alla dislipidemia. Si tratta di una condizione che può derivare dalla dieta, dall’esposizione al tabacco o dalla genetica e portare a malattie cardiovascolari con gravi complicazioni come morte cardiaca improvvisa, infarto miocardico acuto o ictus. Numerosi studi hanno dimostrato che un trattamento appropriato della dislipidemia riduce significativamente il rischio di mortalità legato a tutte le cause, eventi cardiovascolari e mortalità cardiovascolare.2

1Global Health Observatory, WHO
2Pappan N, Rehman A. Dyslipidemia. StatPearls. 2021

MALATTIE CARDIOVASCOLARI
1° causa di morte a livello mondiale
CARDIOPATIE ISCHEMICHE
1/3 causate da colesterolo alto

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